La tristezza e la malinconia lasciano spazio all’amarezza , credo che in fondo quella rimanga , poi pensandoci , il tempo mi ha creato una sorta di barattolino di vetro , nel quale io mi sento intrappolata senza aria ed io odio sentirmi senza respiro, sento rumori ovattati, vedo scene mute, e tutto questo mi crea insicurezza vedo e sento davvero tutto questo o soltanto gli occhi che guidati dal cervello ci fanno in realta’ vedere cose che magari non sono poi cosi grandi? Forse si …è questo…il mio cervello ha elaborato in realta’ delle cose piu’ grosse di quelle che  gli altri vedono, ma tutto questo in base alle emozioni che ognuno di noi prova,ed io in questo momento particolare provo varie emozioni ,sensazioni, per questo ogni tanto ho dei vuoti , che poi vengono riempiti da tutto cio che mi circonda perchè in fondo amo la mia vita , amo quella che sono, e come mi sono costruita da sola, certo è vero ok devo dirlo non sono poi del tutto femminile i miei attegiamenti a volte da uomo lasciano un po’ cosi’, ma in realta’ non mi sono mai sentita molto femminile , del tipo scarpe con il tacco, gioielli ecc, non amo particolarmente i gioielli esatto, non amo il romanticismo come la maggior parte degli uomini, amo l’arte, amo tutto cio che riguarda il sapere il vedere, mi commuove guardare un bambino, e forse per questo che ancora sono troppo fragile , per questo non riesco ancora a costruirmi una corazza tutta mia, ma il tempo aiuta sempre, riusciro’ anche io,ora in base alle emozioni che provo  vorrei postaro lo scritto di una persona la quale stimo della com a cui sono iscritta, è una poesia , una poesia nella quale mi rispecchio molto perchè entrambe viviamo gli stessi sentimenti, una poesia sulla terra che amo  e che un giorno rivedro’ di nuovo….seguita da una mia grafica..
la trovate anche qui..

Sicilia, mia nutrice,

che di fragrante pane e di

vetusta cultura mi hai cibato

quando ancor Etna col suo

romboante fuoco i miei inverni

scaldava ed il sol di Trinacria

le mie ossa fortificava, a te

faccio ritorno!

Torno e i sensi smarrisco

in un tripudio di profumi ed aromi

che inebriano gli ignari che

sulle tue sponde approdono.

Gelsomini e zagara in un

connubio antico con vaniglia

e spezie orientali si disperdon

nell’aria già pregna di salmastro.

Respiro a fondo e, da

questa peloritana sella,

lo sguardo mio si perde

dall’antro di Eolo alla

fucina di Vulcano. E mi

sovvien di Ulisse, delle sue

eroiche imprese, della sua

sorte avversa e del suo

ritorno a casa dove non invan

l’attendeva Amor.

Di fronte Scilla e Cariddi

emergendo dal mare,

mi ammaliano e seducono.

Gli occhi si colmano d’Infinito.

Il cuore si dilata nell’Immenso.

Sulle labbra il respir si tramuta

in voce e grida: Sicilia, io ti amo.